Chi è il riferimento scientifico del popolo No Triv? Una prof di matematica, autodidatta, che non vorreste come insegnante per i vostri figli

18 aprile 2014

“Go and drill the UK!” sfida  dal suo blog l’esultante Maria Rita D’Orsogna che dal 2007 veste i panni della pasionaria anti-trivelle sulle coste abruzzesi. La notizia che la rallegra tanto è la decisione del TAR del Lazio di respingere il ricorso della britannica Medoil contro il ministero dell’Ambiente che l’anno scorso, bloccò il progetto di perforazioni in Adriatico della piattaforma petrolifera Ombrina Mare richiedendo inaspettatamente un’autorizzazione integrata ambientale  AIA,  dopo che l’iter autorizzativo di valutazione d’impatto ambientale VIA, aveva ottenuto 2 pareri favorevoli.

Il braccio di ferro tra ministero e società petrolifera aveva fatto cadere nella trappola manichea del “senza se e senza ma” anche il blasonato editorialista Ernesto Galli Della Loggia. Questi, dopo essersi visto smontare pezzo per pezzo l’impianto accusatorio del suo articolo dalle argomentazioni dell’AD dell’azienda britannica incolpata di ogni nefandezza, si era giustificato con un inopinato scaricabarile (indizio che non fosse poi così convinto delle affermazioni fatte):  “Chi affronta un problema il quale implica conoscenza di materie di cui non è personalmente esperto deve decidere a quale fonte affidarsi. Io mi sono basato su uno studio della professoressa Maria Rita D’Orsogna”.

A questo punto ci si chiede chi sarà mai quest’esperta alla quale il certamente non totalmente sprovveduto storico affida la sua credibilità? Chi è questo guru  che non solo ispira la lotta dei NoTriv abruzzesi ma catalizza addirittura la considerazione degli amministratori pubblici locali? Sarà una laureata in geofisica? Un ingegnere di giacimenti?  Una specialista di attività estrattive? Nient’affatto, è una ricercatrice emigrata in California, la quale – gli va dato atto – non millanta particolare curriculum o esperienza nel campo specifico. “Tutti credono che io sia l’enciclopedia del petrolio. No, sono solo una che ci perde del tempo e che non vuole darla vinta ai prepotenti e che non si è voluta arrendere, anche se dovevo farlo da sola. Sono qui dal 2007 quando nessuno non ne sapeva niente” scrive D’Orsogna che, sentito il richiamo dei suoi natali (è originaria di Lanciano), si è calata nel ruolo dell’Erin Brokovich d’Abruzzo.

Pur non mettendo in dubbio “l’invidiabile curriculum scientifico” della D’Orsogna,  è singolare che il professore associato della California State University di NorthRidge CSUN abbia prodotto (come riportato dalla sua home page) 35 diversi studi che riguardano la matematica, la fisica, la biologia e finanche la criminologia ma nessuna ricerca che abbia mai sfiorato la geologia, la geofisica, il petrolio, il gas e temi connessi. Eppure, nello stesso College di Scienze a cui fa capo la professoressa D’Orsogna, esiste un Dipartimento di Geologia che invece è molto attivo nel campo degli studi nel settore petrolifero. Chissà come mai non hanno mai pensato di coinvolgere la loro collega oriunda italiana così appassionata di idrocarburi? Non sono le occasioni di confronto che mancano in quell’ateneo. Uno per tutti, l’evento annualmente organizzato dal Dipartimento di geologia della CSUN e promosso dalla AAPG (associazione americana dei geologi del petrolio) assieme alla SEG (Society of Exploration Geophysicists) che richiama le principali compagnie petrolifere come si può anche vedere dalle sponsorizzazioni della manifestazione. Una platea qualificata alla quale la professoressa D’Orsogna avrebbe potuto esporre le sue tesi in un confronto pubblico ad alto livello con basi scientifiche; ben altro rispetto che a quelle assemblee di cittadini smarriti a cui sfuggono le parti tecniche e preferiscono saltare alle conclusioni e alle quali la D’Orsogna non fa mancare il suo “verbo”.  Siamo forse eccessivamente maliziosi a ipotizzare che la professoressa sceglie di intervenire soltanto in contesti favorevole, senza contradditorio, con pubblico assenziente. O forse sono gli stessi colleghi della D’Orsogna che preferiscono stare alla larga da una docente il cui rating sulla qualità dell’insegnamento, secondo la pagella assegnata dai suoi studenti, è particolarmente scadente? Secondo le valutazioni degli studenti che hanno seguito i suoi corsi dal 2009 al 2013, tra i 215 professori di matematica del Dipartimento, la D’Orsogna figura tra i 38 peggiori con un punteggio (da 1 a 5) di 2,4 contro la media di 3,78.

Evidentemente l’autodidatta “esperta” di greggio, trivellazioni, giacimenti e piattaforme, ha poco tempo da dedicare all’insegnamento, occupazione che gli da’ vivere ma non la gratificante esposizione mediatica di una Giovanna d’Arco in lotta contro la perfida Albione pronta a sganciare una “bomba ecologica”.

Peccato che assieme alla buona volontà di approfondimento,  la signora abbia tralasciato ogni sforzo di obiettività.  Un paio di perle. “Bisogna bloccare le estrazioni perché il petrolio dell’Adriatico è scarso per quantità e qualità”. Premesso che c’è da chiedersi quale azienda sana che persegue un profitto, investirebbe milioni per ottenere un prodotto di scarsa qualità e quantità; il petrolio adriatico è poco adatto per la produzione di carburanti ma idoneo per il taglio di petroli più leggeri o per la produzione di bitumi o derivati del petrolio.

Oppure “Gli Usa stanno riducendo le attività petrolifere”. Nel 2010 Obama annunciò l’obiettivo di massimizzare la produzione di idrocarburi per rendere gli Usa autonomi dai paesi arabi e dal Sud America. Obiettivo centrato tanto che oggi la produzione giornaliera statunitense è risalita a 7,4 milioni di barili al giorno sancendo l’indipendenza energetica del paese e il nomignolo di Saudi America affibbiatogli dall’Economist. Di questo passo, nel 2020 l’output degli Stati Uniti sorpasserà quello dell’Arabia Saudita, diventando il primo produttore mondiale.

“Negli Usa e California vige il divieto di nuovi pozzi a meno di 160 miglia” La moratoria per nuove esplorazioni è cessata nel 2012 e comunque non riguardava territori ad alta densità di giacimenti. La California, Stato con la normativa più stringente, ha bloccato nuovi permessi in acque statali ma gli impianti preesistenti continuano tranquillamente a estrarre olio e gas. Al largo delle coste californiane ci sono ben 9 piattaforme (a meno di 3miglia) tra cui uno dei più importanti campi petroliferi: la piattaforma Holly situata a meno di tre miglia difronte a Santa Barbara.

“Un incidente tipo Macondo sarebbe devastante per l’Adriatico”. Non siamo nel Golfo del Messico, siamo in Adriatico, un “lago placido”. Non si possono paragonare pressione e profondità dei mari americani ai nostri giacimenti che non superano i 40metri di profondità. Ombrina sorgerà a circa 20metri profondità. Ma soprattutto la densità dell’olio e le pressioni nei pozzi sono tali che per estrarlo bisogna “aspirarlo” con opportune tecniche. Anche se nella remotissima ipotesi, saltasse una delle pompe alla bocca non ci sarebbe una pressione tale da determinare un rilascio di olio nel mare ma piuttosto un’infiltrazione di acqua salata marina nel pozzo

Infine, non è un sospetto o un’ipotesi ma come un’affermazione apodittica, il prof sostiene: “Le estrazioni generano terremoti e frane”. Non esiste in letteratura scientifica una connessione diretta tra sismicità e estrazione di idrocarburi. Pure il recente rapporto Ichese che ha avanzato una possibile correlazione tra i due eventi, dopo più approfondita revisione paritaria, viene fuori che non aggiunge alcuna evidenze che possano in alcun modo ricondursi alla moderna ricerca scientifica.

20 commenti su “Chi è il riferimento scientifico del popolo No Triv? Una prof di matematica, autodidatta, che non vorreste come insegnante per i vostri figli
  1. giuliano zetti ha detto:

    gouche caviar , anticapitalista e contro le multinazionali ma vive in california.

  2. roberto1 ha detto:

    E’ da vent’anni e più che in questo Paese non si lavora.
    Al netto dei 5000 partecipanti per ogni concorso di pubblico impiego bandito, che rappresenta ancora un must, la meglio gioventù, quella vera, si stende a spaglio fra USA, GB, D, F ed altri Paesi.
    Settecentomila, dato in crescita costante.
    Se ne vanno pezzi di futuro, restano (e tornano, nel caso di fattispecie) i peggiori.
    La delocalizzazione delle imprese, che per F e D non è stato poi un grande problema, in Italia ha prodotto voragini e chi resta è sotto tiro dei Befera Boys.
    L’intellighenzia ipergarantita è di fatto “grillina” a propria insaputa: non si è limitata a predicare la decrescita, l’ha perseguita e sostenuta con ogni mezzo.
    Un paese di pazzi.

    • Stefano ha detto:

      La ringrazio sentitamente per avermi dato del “peggiore”. Cercherò di fare del mio meglio per non distruggere questo Paese pieno di gentaglia gretta e meschina troppo codarda per partire che anzichè andarsene rimane qui a cercare di tirare avanti la baracca. Si guardi bene da loro, potrebbero farle cose terribili tipo pagarle la pensione un domani.

    • giuseppe tarantini ha detto:

      oltre a farle i complimenti, caro sig. roberto1, le chiedo la possibilità di replicare questo commento sul mio wall FB. ne condivido anchegli spazi tra le parole…sacrosanta verità

  3. Mario Giardini ha detto:

    Ignorante e Invasata. La perfetta eco-talebana.

  4. Giuliana ha detto:

    Da abruzzese con un cervello sono qui a difendere non solo tutto il lavoro instancabile che Maria Rita d’Orsogna sta facendo per noi e per la terra abruzzese, ma anche il lavoro che noi tutti abruzzesi stiamo portando avanti per scongiurare che il futuro dei nostri figli diventi come quello dei nostri amici lucani, una terra devastata e impoverita dal petrolio. Una terra petrolizzata dove non c’è per la popolazione locale tutta questa richezza che petrolieri e amministratori collusi paventano, una terra dove il petrolio peggiora la qualità della vita e fa scappare i giovani. Oppure ci sono dati contrari al riguardo? Quale ragione muoverebbe la professoressa ad attivarsi per questa causa, dunque, secondo voi? Fini economici? Non credo, visto che ci perde e rimette in termini economici e personali. Fini politici? Nemmeno, la professoressa non è in politica. Fini propagandistici? Tantomeno! Non ha mai venduto la sua informazione per farne profitto. Fini personali? Non mi sembra. Secondi fini? Provate a dircene qualcuno, perché se la professoressa ha secondi fini, dobbiamo ancora capire quali sono, visto che non ne è ancora spuntato fuori nemmeno uno, dal lontano 2007 ad oggi, anno in cui la docente ha iniziato ad interessarsi alla causa. Decine e decine di campagne informative, riunioni, conferenze con la popolazione locale completamente GRATUITE a soli fini informativi! Invece la mia domanda è: quali sono le ragioni che spingono voi di questa redazione a redigere tale articolo? Timore di qualcuno o qualcosa? Pura informazione a vantaggio della popolazione? Non credo proprio. Le valutazioni degli studenti che citate costituisce una media di soli 11 contributi da parte di rispettivo numero di studenti, alcuni dei quali dicono che la professoressa è molto esigente e che assegna troppi compiti per casa. Tra l’altro il questionario può essere compilato da chiunque. Questo articolo a mio parere non è fare informazione obiettiva.

    • Riccardo ha detto:

      Bravissima Giuliana, il tuo intervento non fa una grinza; qualunque contraddittorio con chi coltiva interessi personali in settori come questo è – e sempre resterà – eticamente asimmetrico.

  5. adriaticlover ha detto:

    Presumo che la foto della professoressa le sia stata fornita da Emilio Fede.
    A proposito di attacchi personali lei signor testa ha poco da pontificare. È passato dall’attivismo ambientalista alla spassionata difesa delle peggiori lobby energetiche.
    Caro signor testa, meglio essere onesti ed autodidatti che viscidi schiavi del potere.
    Spero di non avere mai un figlio come lei.

  6. Roberto Congiu ha detto:

    Da sardo, ho visto gli scempi fatti in Sardegna da ditte senza scrupoli che arrivano, trivellano/scavano e eventualmente falliscono lasciandosi dietro disastri ambientali.
    Per fortuna che abbiamo persone con coscienza civica per non svendere la nostra salute per trenta denari.
    Inoltre e’ da apprezzare come la D’Orsogna su quello che dice ci mette la faccia. Facile criticare e sparare a zero senza firmarsi.

  7. occhi aperti ha detto:

    Che articolo del CAXXO

    Brava Giuliana..(anche se hai sprecato il tuo tempo)

  8. alfonso annunziata ha detto:

    Divertente. Pietoso. Mi chiederei visto l’impianto, perché tanta verve per contestare “un’invasata”, compresa la cattiveria della foto webcam degradante, e quale maggiore titolo acquisisca a parlare di petroli un economista arrivato alla grande dirigenza travestito da ecologista comunista per poi passare armi e bagagli al grande capitale. Ci favorisce la dichiarazione dei redditi e le partecipazioni, sor Chicco? Qualcuno maligno potrebbe sospettare che tanta incazzatura nasconda conflitti di interesse con le multinazionali dell’energia… Maliginità, eh, ma diceva il grande Giulio: “chi pensa male fa peccato ma…”

  9. Erik Fortini ha detto:

    Chissà i misteriosi autori di questo editoriale in quali materie potranno vantare meravigliose e incontrovertibili competenze.
    Se la Prof. D’Orsogna è così scarsa, come mai vi spaventa tanto???
    In fondo, una Donna che vive in California, non ha poteri decisionali di alcun tipo e non ricava dollari né euro dai propri articoli e conferenze quale effetto negativo potrebbe mai innescare nel grande gioco delle compagnie multinazionali&sodali politicanti di riferimento, frequentate assiduamente dall’ineffabile Chicco?

  10. roberto1 ha detto:

    Io proporrei un sillogismo aristotelico.
    Se è vero che illustri scienziati sono stati condannati dall’ineffabile magistratura nostrana “…..per non aver previsto il terremoto….”, allora chi continua a procurare danni, reiterando paccottiglie di pregiudizi e luoghi comuni condite da sospetti di “misteriose” collusioni contro qualsiasi ipotesi di sviluppo economico-industriale, dovrebbe essere oggetto di un’azione collettiva a scopo risarcitorio da parte dei milioni di disoccupati italiani.
    Siamo nel “doloso”, non nel colposo e il “danno procurato e reiterato” è ancora materia da Codice Penale.
    Ma no, dai, scherzo!
    Tuttavia questa sub-cultura, alimentata ad arte e spesso auto-alimentatasi,è una delle cause principali del declino e del degrado del nostro paese.

  11. Luca Massasso ha detto:

    Aveva ragione mio zio che ha lavorato all’ENEL per tutta la sua vita. Come mio padre una vista spesa a lavorare sull’idroelettrico piemontese.

    Mi avevano avvisato su Chicco Testa anni fa, quando io passavo il mio tempo tra un incontro con Violante o Chiamparino alla sezione di via Mazzini .

    Quello che da’ fastidio in quello che Lei dice, e’ che attacca una persona sul piano personale. Come se Lei invece avesse chissa’ quali credenziali accademiche o scientifiche su questo argomento. E invece di apprezzare lo sforzo nel capire cosa succede in modo autodidatta, e invece di rispondere alle tesi avanzate da Maria Rita, si mette ad attaccarla sul piano personale.

    Sanno tutti che all’ENEL Lei entro’ per via de Democratici di sinistra e che e’ stato a libro paga di diverse compagnie energetiche.

    Non so se sono d’accordo con tutto quello che dice Maria Rita, ma almeno Maria Rita un dottorato se l’e sudato. E non ha preso un dottorato in Albania o perche’ amica di qualche barone italiano. Se l’e’ sudato. Io l’ho conosciuta a UMCP and posso testimoniare il buon livello accademico.
    E poi si e’ messa a studiare argomenti legati alla terra.

    Finche’ Lei scrive un articolo contro le idee va bene. Ma quando si mette ad insultare una persona, fa male. E le persone con la testa (non con il suo cognome) si accorgeranno di quello che sta facendo.

    Considerato che lei fa parte di quella casta che ha rovinato il nostro paese ed ha costretto gente come noi che padrini non ne abbiamo ne’ ne volgiamo di emigrare e cercarci un’esistenza fuori dalla nostra terra, potrebbe almeno rispettare la persona per il lavoro che sta facendo.

    Ma siccome voi della classe dirigente dei DS siete cresciuti pensando di essere i piu’ intelligenti e superiori a tutti, non sorprende il suo comportamento.

    Percio’ si scusi per il tono e si confronti sulle idee, senza tirare fuori storie su curricula e credibilita’ che Lei stesso non ha.

    E capisca che un dottorato di ricerca e’ un training intellettuale che permette di occuparsi di altre cose nella vita.

    Ovviamente Lei non lo puo’ sapere, probabilmente immerso nel modo di titoli accademici a di persone senza PhD che pullulano nella casta dei politici. Pero’ faccia il piacere: chieda scusa per gli insulti e gli attacchi personali e cerchi di confrontarsi con altre idee, se ne e’ capace.

  12. Europeo ha detto:

    “La calunnia è un venticello…” articolo profondamente fastidioso, fazioso, e privo di ogni fondamento scientifico, tra l’altro chi scrive, che non si firma , fa esattamente ciò di cui incolpa la Professoressa, e ci dà per vere e assolute le proprie opinioni senza dati certi, anzi no un dato c’è, riguarda il rating della Prof., assegnato dagli studenti……magari qualche ragazzotto americano non ha potuto allemarsi al foot ball perchè troppo carico di matematica e per questo dovrei condividere un giudizio negativo su una persona che non conosco, non ho visto neanche, nonostante la presunta esposizione mediatica?
    Altra “chicca” l’utilizzo parziale della risposta del blasonato editorialista Ernesto Galli Della Loggia: sembra quasi chiedere scusa per essersi affidato alle ricerche della Prof., mentre con molto savoir faire ribadisce le sue opinioni spiegando che è profondamente inutile chiedere al pescivendolo se il pesce è fresco!
    Comunque sia al di là di tutto se il Ministero ha bloccato l’attività in questione ci sarà ben un motivo?
    Concludo: non sono addentro a tutta la questione, ho letto casualmente questo articolo e non mi è piaciuto. Mi sembra il bue che dice cornuto all’asino.

  13. Mario Giardini ha detto:

    Il commento della sig.ra Giuliana è tipico di certo ambientalismo e di certa cultura occidental-talebana. Loro, e solo loro, sono i depositari della VERITA’. Verità unica, definitiva, immutabile, perenne e inquestionabile. Chi le mette in dubbio è non una persona che la pensa diversamente, soprattutto su questioni che la scienza è lontana dal risolvere. No: è un apostata. Un eretico. Costoro, alla scienza hanno sostituito le proiezioni dei computers. Al posto del buonsenso, il millenarismo tipico degli invasati. Mi ricordano le turbe di autoflagellanti medioevali. A dargli retta, la scelta è se risalire sugli alberi o rientrare nelle caverne. Più la prima della seconda.

  14. teseo ha detto:

    Viva Maria Rita D’Orsogna , che mette in discussione essendo una docente universitaria di Fisica e Matematica, un comportamento deleterio per l’Ambiente e di conseguenza per TUTTI. Questi comportamenti deleteri spesso e volentieri sono difesi fino alla paranoia da un gruppo individui che avrebbero messo la mano sul fuoco dicendo che l’utilizzo dell'”eternit” non avrebbe fatto male, essendo indispensabile per lo sviluppo e il progresso o per tornare ai nostri tempi ci dicono che gli elettrodotti non producono elettrosmog con le varie malattie del caso….Ripeto viva Maria Rita D’Orsogna e le persone che sono sulla stessa linea di pensiero. @Mario Giardini: non sto asserendo che si preferisce tornare all’età del bronzo o del ferro, ma basta “per chi vuol capire” cambiare indirizzo e sviluppo energetico: basterebbe applicare la fusione fredda di Giuliano Preparata e Emilio Del Giudice, che tra le altre cose funziona peccato che poi è anche a buon mercato e non convene nè dal punto di vista degli equilibri geopolitici nè dal punto di vista delle lobby….

  15. Gianluca Spizzo ha detto:

    Gentile Chicco Testa

    suppongo che sia lei l’autore dell’editoriale, o quanto meno uno del suo staff.
    Io conosco Maria Rita da venticinque anni, eravamo compagni di corso a Fisica a Padova, dal 1990 al 1994. Posso testimoniare di persona (ma lo possono fare tutti i miei compagni di corso, nonche’ i professori di Padova) che quello che dice su Maria Rita sono delle emerite sciocchezze: Maria Rita era la migliore del corso, assieme ad Antonio Trovato (ora ricercatore al dipartimento di fisica di Padova). Maria Rita colleziono’ una sfilza di trenta e trenta e lode, ai tempi in cui a Fisica a Padova si entrava in 150 matricole e si usciva in 15 laureati. In USA ci ando’ per motivi personali e familiari, non certo perche’ le mancasse la possibilita’ di continuare (lo chieda ad Attilio Stella, ordinario di meccanica statistica all’ateneo patavino).

    Che non sia una specialista in trivelle e perforazioni, non toglie assolutamente nulla alla validita’ scientifica di quello che dice: quando Maria Rita parla, lo fa perche’ ci ha pensato, e a lungo.

  16. roberto1 ha detto:

    Sarebbe interessante chiedere al sig. Teseo se la sua casa è servita dall’energia elettrica ed eventualmente come possa arrivare fino al suo contatore, ma temo sia fatica sprecata.
    Mi limito ad osservare che i sistemi, tutti, sono frutto di osservazione, costruzione di modelli, loro applicazione, loro affinazione (o ricerca della miglior efficienza/efficacia possibile), esperienza e…statistica.
    Non si possono saltare passaggi, non esistono ricette miracolose.
    Uno “scienziato” queste cose dovrebbe saperle.
    Altrimenti….Deus vult o non vult, pena le cavallette, le stragi, le inondazioni, la peste ed il colera.
    Ma di profeti millenaristici ne abbiam piene le tasche, in un paese che ha smesso di lavorare e non riesce più a “promettere” il futuro per le giovani generazioni.

  17. Associazione Intercomunale Lucania ha detto:

    Massima stima e rispetto per il lavoro che, da tanti anni, porta avanti la Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna. Persona con doti rare: professionalità, umanità e generosità.
    Ovviamente dice la verità e ciò crea seri problemi alle compagnie petrolifere e simpatizzanti, pronti a devastare tutto e tutti in nome di un unico Dio: il Petrolio e il Gas.

    Ciò non significa essere contrari alle estrazioni petrolifere, ma semplicemente esigere che ciò avvenga nel rispetto dell’Ambiente, del Territorio in generale e della Salute di tutti i cittadini.

    Purtroppo l’Italia non è la Libia, non è l’Arabia Saudita. Presenta molte fragilità e, rispetto a queste, le compagnie petrolifere si comportano come se stessero in aree desertiche e spopolate. Perché? Semplice, investire nella difesa e salvaguardia dell’Ambiente, del Territorio e della Salute ha dei costi che non si vogliono computare altrimenti l’attività estrattiva potrebbe essere non più così remunerativa ed economicamente conveniente.

    La Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna svolge un rispettabilissimo lavoro di sensibilizzazione, mostrando ciò che altri vorrebbero tenere nascosto. Non bisogna essere scienziati o avere chissà quali grandi qualifiche per documentarsi, leggere tutto ciò che il mondo scientifico ed accademico produce, creare ordine tra ciò che viene detto in modo indipendente e ciò che viene detto tramite “mezze verità”. Occorre Testa, Tempo da dedicare e Generosità. Aspetti che la Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna ha in abbondanza.

    Ascoltando la Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna, in diverse occasion,i è evidente il notevole tempo dedicato alla problematica, a documentarsi e trasferire il baglio di conoscenza acquisito.

    Dire la VERITA’ fa male. Quando si arriva all’offesa personale e alla mistificazione della realtà, come sta avvenendo per la Prof.ssa D’Orsogna, significa che non vi sono altre carte da giocare. Si ricorre così all’essere squallidi, meschini e spudoratamente falsi.

    Ovviamente, ciò è una cartina al tornasole per capire che l’azione della Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna è nella direzione giusta per fare luce e chiarezza su un mondo che si vorrebbe restasse viscido e putrido.

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8 marzo 2014

Chi siamo e cosa vogliamo

Sviluppo economico e sociale imbavagliato. Veti incrociati e decisioni amministrative nel limbo. Politicizzazione del fenomeno Nimby. Degenerazione della fisiologica contestazione. Per reagire a questo stato di cose,  con un gruppo di volenterosi abbiamo dato vita ad un movimento culturale, mettendo al centro