Come provocare un sisma nell’opinione pubblica. L’irresponsabilità di quegli scienziati che tradiscono il pensiero di Galileo

18 Aprile 2014

La Sismologia intesa come scienza fisica è una disciplina recente.

Nasce dalla necessità delle due superpotenze di discriminare fra terremoti ed esplosioni nucleari sotterranee dopo che, in piena guerra fredda, si erano accordate a non fare più esperimenti in atmosfera.

Si sviluppa con la ricerca petrolifera: studiando il percorso di onde sismiche anche artificiali si può capire dove potrebbero trovarsi giacimenti di  petrolio e gas.

Grandi progressi si hanno poi quando fisici e matematici con l’ausilio di calcolatori in grado di analizzare enormi moli di dati in tempi ridotti hanno iniziato ad appassionarsi alla Terra e al suo funzionamento.

Si è così cominciato a capire molte cose della fisica della sorgente sismica, della propagazione delle onde, delle oscillazioni che il Pianeta ha come un tutto, del suo campo magnetico, della sua grande energia interna e di molte altre sue caratteristiche.

Continua però a sopravvivere un approccio naturalistico-descrittivo che ha avuto i suoi meriti nel passato ma che ormai mostra tutti i suoi limiti tanto che è da considerare obsoleto.

Semplificando molto e un po’ provocatoriamente definisco coloro che seguono quest’ultimo modo di pensare pre-galileiani. Mentre sismologi galileiani sono quelli che cercano di definire le osservabili: cioè quantità che possono essere misurate e inserite in equazioni, cioè in leggi fisiche.

I membri della commissione Ichese a mio avviso sono pre-galileiani nel senso che nei loro ragionamenti si servono di grandezze non osservabili. Parlare di “innesco” di un terremoto non ha senso perché è un processo che non può essere definito con grandezze fisiche.

Lo stesso dicasi per lo stato di una zona sismica considerata in procinto di essere sede di una frattura, cioè di un terremoto. Non è possibile descrivere su basi scientifiche una situazione simile.

Ichese ha messo insieme due modi di dire (innesco e prossimità alla frattura) per esprimere un dubbio: “non si può escludere…”. Questo può essere un’opinione rispettabile ma non la base su cui prendere decisioni che attengono al benessere e alla sicurezza delle persone.

In ogni caso niente a che fare con i metodi della moderna ricerca scientifica.

Di più: Ichese ha completamente ignorato le condizioni iniziali e le condizioni al contorno! In altre parole non ha chiarito per quale periodo di tempo, prima del sisma,  ha considerato la zona e in che condizione era all’istante scelto come iniziale.

Non ha neanche tenuto conto del mondo circostante: non ci si può limitare al Cavone e alla zona epicentrale. Se si pensa di affrontare un problema così sofisticato, si deve tener conto delle azioni tutt’altro che trascurabili della crosta circostante.

Non si può certo concludere che l’estrazione petrolifera ha fornito l’ultimissima goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso l’ultimissima piccola variazione di stress che ha scatenato la frattura.

E’ un’affermazione scientificamente insostenibile pensando a quanti fenomeni vicini e lontani nello spazio e nel tempo potrebbero aver influito sullo stato di deformazione della Bassa nel maggio del 2012. Azioni che possono far anticipare il terremoto ma anche che potrebbero ritardarlo, per quel che ne sappiamo.

Un giorno, forse, riusciremo a dare un significato quantitativo al cosiddetto innesco e misurare la prossimità temporale alla frattura di una porzione di crosta.

Quando ci riusciremo saremo anche in grado di prevedere i terremoti.

Ma chiediamoci: perché stiamo facendo tutte queste chiacchiere? Perché nel 2012 abbiamo avuto due scosse di magnitudo 6 circa che hanno comportato 27 vittime, un danneggiamento diffuso e un numero tutt’altro che trascurabile di persone che tutt’ora vivono in condizioni disagiate.

Non sarebbe allora più semplice costruire bene e fare manutenzione accurata degli edifici dove viviamo e lavoriamo?

Senza crolli ci saremmo già dimenticati dei terremoti di due anni fa.

Avremmo anche evitato questa sceneggiata poco dignitosa di riviste americane che fanno scoop, rapporti tenuti segreti con personaggi che si vantano di esserne stati informati in anticipo, minacce di ricorso alla Magistratura, accuse ai politici…

Insomma proviamo a tornare ad essere un Paese serio: quello di Galileo, di Fermi, di Marconi, di Natta, di Olivetti, di Levi-Montalcini……..

Enzo Boschi, Geofisico

Taggato con: , ,
12 commenti su “Come provocare un sisma nell’opinione pubblica. L’irresponsabilità di quegli scienziati che tradiscono il pensiero di Galileo
  1. Aurelio Sintana ha detto:

    Altrettanto pre-galileiano é stato rassicurare le persone il 21 maggio, in diretta radio.
    http://podcasting.radiomontecarlo.net/rmc/index.php?id=22585

    • Enzo Boschi ha detto:

      Caro Aurelio Sintana, io non ho rassicurato proprio nessuno. Mi fu chiesto di spiegare come “funzionano” gli aftershocks o, come si dice sui giornali, le scosse di assestamento dopo un terremoto di magnitudo 6. Mi sono limitato a spiegare una legge statistica ben nota. Dopo una scossa di magnitudo 6 ce ne possono essere un paio di magnitudo 5 alcune di magnitudo 4 e via dicendo… All’epoca io ero esclusivamente un privato cittadino, non avevo accesso diretto a dati e parlavo del tutto in generale come fa un professore. Di quello che stava succedendo in Emilia sapevo solo quello che dicevano i mezzi di informazione!
      Non potevo certo allertare o rassicurare, non mi competeva!
      Peraltro solo un deficiente può rassicurare in Italia, vista la pessima qualità degli edifici: vengon giù anche senza terremoti. E le vittime le provocano gli edifici pessimi non i sismologi. Usare il buonsenso talvolta può essere utile! O no?
      Si chieda piuttosto perché non si riunì la Commissione Grandi Rischi immediatamente dopo la scossa del 20 maggio. Nessun indicazione ufficiale venne data come è prassi fare dopo una scossa di tale entità! Nessuna evacuazione venne consigliata! Per fortuna che molti cittadini seppero gestirsi da soli altrimenti le vittime sarebbero state molte di più! E il 29 avemmo comunque il maggior numero di vittime! Si riunirono il 5 giugno e lanciarono un allarme con dieci giorni di ritardo: addirittura il Presidente Monti in persona parlò di un terzo segmento che si sarebbe attivato danneggiando gravemente Ferrara! Ridicolo!
      Si informi meglio prima di assumere atteggiamenti da giudice e scoprirà cose vergognose!
      È vero che si sta cercando di usarmi come capro espiatorio ma la verità sta venendo a galla!
      Da quando esiste, la Commissione Grandi Rischi, IMMMEDIATAMENTE dopo una scossa importante, si è sempre riunita per dare indicazioni UFFICIALI!
      Perché il 20 maggio non fu fatto?
      Eppure in Italia i terremoti spesso vengono a coppie ravvicinate nel tempo: Belice 1968, Friuli 1976, Irpinia 1980, Umbria 1997…
      Ripeto: si informi prima di parlare. E si ricordi che dall’estate del 2011, un anno peri a dei terremoti emiliani, io sono un privato cittadino.
      Anche lei cade nella disinformazione che è stata organizzata dopo le scosse del 2012 con le quali è apparsa la totale inefficienza nell’emergenza e l’assoluta mancanza di prevenzione: peggio delle tante vituperate regioni del Sud. Malgrado la tanto propagandata superiorità!
      Si chieda: come mai la Regione EmiliaRomagna non ha recepito, come prevede la legge, le indicazioni per una nuova classificazione contenute del DPCM pubblicato nella Gazzetta Ufficiale nel 2003, nove anni prima dei terremoti? Risponda a queste domande e lasci perdere RadioMontecarlo!

      • Aurelio Sintana ha detto:

        Ma guardi che perché l’Emilia Romagna non abbia recepito le indicazioni per la nuova classificazione me lo sono chiesto, e non ci crederá, mi sono anche risposto.

        E l’unica risposta possibile é:
        “In Italia si fa scienza, si finanzia la scienza, ci si aspetta ricadute positive dalla scienza MA:
        -non si comunica la scienza;
        -si ha una rigiditá mentale che fa concorrenza ai talebani;
        -non si riesce a capire che la scienza é AVANZAMENTO delle conoscenze e molti italiani rimangono inchiodati alle conoscenze pregresse, anni ’70 o giú di lí.
        -molti di questi personaggi, inchiodati alle conoscenze acquisite a cavallo dei loro 30-40 anni”

        Non se la puó cavare dicendo “sono un privato cittadino”. Lei quando viene interpellato, a maggior ragione dai mass-media, deve dire cose che abbiano senso dal punto di vista scientifco E che non vengano fraintese dal pubblico.
        O vogliamo credere alla balla dell’uno vale uno?
        Se lugubri figuri antiscientifici, come la D’orsogna, o Grillo, catturano l’attenzione del pubblico con le loro baggianate, é colpa in primis degli esperti che quest’attenzione se la fanno rubare.
        Autocritica, servono camion di autocritica, invece di incolpare i governi locali o i mass-media o i complotti o l’ignoranza della gente (salvo incensarla, per accattivarsi l’opinione pubblica “Per fortuna che molti cittadini seppero gestirsi da soli”). Troppo facile incolpare gli altri.
        Lei é stato in posizioni di potere, politico o almeno scientifico per anni.
        Se nel 2014 siamo ancora qua, ad avere edifici che vengono giú con una magnitudo 6 e gente che muore per magnitudo 5.9, mentre la gente ascolta panzane a livello parascientifico di gente come Giuliani&co. é anche colpa dei massimi esperti italiani, di cui lei volente o nolente ne fa parte, incapaci nel comunicare con chiarezza un messaggio scientifico e nel fare applicare gli ultimi avanzamenti della ricerca scientifica. Grandi problemi richiedono grandi soluzioni. E la vostra classe dirigente, scientifica o politica o manageriale, a partire dagli anni ’80 si é dimostrata ampiamente insufficiente a gestire qualunque sfida si sia trovata di fronte.
        Non mi fraintenda, non voglio attaccarla personalmente, in quegli anni neppure ero in italia, ma il suo ruolo pubblico dipendeva dalle dinamiche e dalle altre personalitá del tempo. Per quanto riguarda l’ambito scientifico, evidentemente nessuno degli esperti era in grado di trasferire la conoscenza dall’ambito accademico/scientifico all’ambito popolare.
        Le auguro quindi, altrettanto vivamente, di lasciare perdere Radio Montecarlo o le tv o i giornali. Se vuole esprimere la sua opinione da privato cittadino, se vuole, puó sempre firmarsi ex-direttore dell’INGV.
        Ma geofisico, no, per piacere, lasci lavorare i geofisici in pace, hanno giá abbastanza grane senza essere associati alla sua immagine pubblica.
        Distinti saluti

  2. Stefano Cianciotta ha detto:

    Questa volta sono d’accordo con Enzo Boschi, e l’ho anche scritto sui quotidiani del Gruppo Espresso. Il link al mio intervento:
    http://ricerca.gelocal.it/gazzettadireggio/archivio/gazzettadireggio/2014/04/17/NZ_17_05.html?ref=search

  3. teseo ha detto:

    Sig. Boschi non dimentichi, tra le varie persone serie che hanno fatto e fanno del nostro Paese, un Paese serio, i nomi di Giuliano Preparata ed Emilio Del Giudice, scienziati assoluti capaci di continuare la scoperta scientifica onorando la memoria del lavoro libero, curioso ed indipendente di Galiei. Si ricordi anche che delle volte queste persone che inventano e sperimentano dando veri risultati sono ostacolate, è questo avviene nel nostro Paese, paese di grandi tradizioni tradite nel nome di Mammona.

  4. teseo ha detto:

    con la speranza che non sia “moderato”….
    Sig. Boschi non dimentichi di citare tra le persone serie che hanno fatto e fanno del nostro paese un Paese serio, Giuliano Preparata ed Emilio Del Giudice due scienziati assoluti che hanno operato rispettando la tradizione di Galilei mossa da curosità, indipendenza e libertà. Queste persone hanno inventato e sperimentato ottenendo risultati scientifici concreti, peccato che poi in Italia delle volte, tante, tutto ciò è stato ostacolato e continua ad essere ostacolato perchè la tradizione galileiana è stata tradita in nome di Mammona.

  5. teseo ha detto:

    giusto un piccolo appunto sui membri pregalileiani, essi:” sono il presidente Peter Styles, docente di geofisica applicata e ambientale alla Keele 4 Univerity in Gran Bretagna, ma anche membro dello “Shale Gas Europe expert advisory panel”, il professore emerito di Geofisica alla Federico II di Napoli, Paolo Gasparini, altresì consulente per varie ditte petrolifere, il direttore dell’International center for geothermal research in Germania, Ernst Huenges, centro a sua volta finanziato da petrolieri, il professore ordinario di geologia strutturale all’Università di Pisa, Paolo Scandone, il direttore generale per le risorse minerarie ed energetiche del dipartimento per l’Energia del ministero dello Sviluppo Economico Franco Terlizzese e Stanislaw Lasocki, capo del Dipartimento di Sismologia e Fisica della Terra a Varsavia, in Polonia.” estratto dal Fatto Quotidiano….

    • Enzo Boschi ha detto:

      Io giudico gli “esperti” da quello che dicono e da quello che scrivono. Il rapporto ICHESE dove si scrive ” non si può escludere ma non si può provare” non è scientifico! Meglio era dire che non si era in grado di rispondere!
      Ho avuto l’onore di conoscere Preparata e condivido le sue opinioni completamente! Non conosco Del Giudice.

    • Enzo Boschi ha detto:

      Caro Teseo,
      Io giudico gli “esperti” da quello che dicono e da quello che scrivono. Il rapporto ICHESE dove si scrive ” non si può escludere ma non si può provare” non è scientifico! Meglio era dire che non si era in grado di rispondere!
      Ho avuto l’onore di conoscere Preparata e condivido le sue opinioni completamente! Non conosco Del Giudice.

  6. teseo ha detto:

    Caro Enzo Boschi,
    riporto il passaggio che lei ha tirato in campo, e soprattutto la conclusione…molto interessante….
    “L’attuale stato delle conoscenze e l’interpretazione di tutte le informazioni raccolte ed elaborate non permettono di escludere, ma neanche di provare, la possibilità che le azioni inerenti lo sfruttamento di idrocarburi nella concessione di Mirandola possano aver contribuito a “innescare” l’attività sismica del 2012 in Emilia.
    Pertanto sarebbe necessario avere almeno un quadro più completo possibile della dinamica dei fluidi nel serbatoio e nelle rocce circostanti al fine di costruire un modello fisico di supporto all’analisi statistica…..È necessario che i dati rilevanti per il conseguimento di quanto sin qui indicato e in possesso delle compagnie siano da esse messi a disposizione degli enti responsabili per il controllo”…..speriamo in una seria collaborazione delle compagnie non nel solito “far west estrattivo”. Alla prossima.

  7. teseo ha detto:

    http://youtu.be/SUwEdlAh1Fw

    questo video mi scocerta….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

8 Marzo 2014

Chi siamo e cosa vogliamo

Sviluppo economico e sociale imbavagliato. Veti incrociati e decisioni amministrative nel limbo. Politicizzazione del fenomeno Nimby. Degenerazione della fisiologica contestazione. Per reagire a questo stato di cose,  con un gruppo di volenterosi abbiamo dato vita ad un movimento culturale, mettendo al centro