Ecomondo 2016 e i il compleanno del consorzio italiano biogas

10 novembre 2016

“La semplicità è la suprema sofisticazione”.

Il mondo agricolo sembra aver ripreso le parole di Leonardo da Vinci per farne il motto di una vera e propria rivoluzione.
La crisi che sta attraversando l’agricoltura tradizionale ha presto mobilitato il mondo agricolo a reagire e rendersi protagonista della transizione verso un “nuovo mondo”, un processo chiave per uscire dalla crisi.
Lo ha raccontato il CIB, consorzio italiano biogas, che in questi giorni festeggia il suo decimo anniversario, in occasione di Ecomondo a Rimini. Un’occasione di dialogo che raccoglie attorno a sé tutto il mondo del green e non solo.
Il CIB portando la sua esperienza ci ha fatto conoscere una parte del mondo agricolo che ha scelto di mettersi in gioco per superare lo stereotipo che vede l’agricoltura come un settore “per poveri”, in contrapposizione all’industria quale settore di produttività e guadagno.
Il ritorno di molti, soprattutto giovani, alla terra è già di per sé il segno di questo superamento.

L’agricoltura, inoltre, condizionata dai ritmi della natura, rappresenta il sistema ciclico per eccellenza e un punto di riferimento per la transizione verso uno sviluppo sostenibile. Sotto il profilo ambientale, il settore agricolo può essere visto in una duplice ottica, esso è infatti al contempo parte del problema e parte della soluzione.

La lungimiranza di questi imprenditori agricoli ha posto le basi per la costruzione dell’impresa agricola del futuro. Essa ridisegna i propri confini e, collaborando con il settore dell’industria (soprattutto con quella dei trasporti), ha avviato il percorso di decarbonizzazione del sistema agricolo, per produrre meglio inquinando meno.
Maggiore attenzione ai cambiamenti climatici nella produzione del cibo, processi produttivi più efficienti inseriti in un sistema circolare in cui gli scarti di lavorazione di un processo produttivo divengono materia prima per produrre energia elettrica e biometano. Questi sono solo i primi passi di una rivoluzione irreversibile.

 

 

Grazie allo sviluppo delle agroenergie, l’agricoltore ha la possibilità di continuare a preservare il patrimonio storico materiale e la qualità paesaggistica dei luoghi. Egli contribuisce a mantenere viva l’antica tradizione agricola italiana, conciliando le antiche pratiche di lavorazione con i nuovi modelli di sviluppo durevole.
L’utilizzo dei sottoprodotti agricoli e foresta­li come input per la produzione di biogas porta ad una gestione più attenta del patrimonio agro-forestale, preservando il territorio. Gli effetti più evidenti si potrebbero riscontrare nel patrimonio boschivo, oggi in larga parte abbandonato, con importanti effetti sulla manutenzione e tutela del territorio ai fini della prevenzione del crescente dissesto idrogeologico.

Ma il mondo agricolo può offrire un contributo ulteriore. Il primo a cogliere la sfida è stato il governo francese che, nel corso di COP21, ha lanciato il progetto 4*1000 proponendo di implementare pratiche di gestione sostenibile dei suoli tra cui il sequestro della CO2 nei suoli, al fine di dimostrare come l’agricoltura possa svolgere un ruolo cruciale per la sicurezza alimentare e per la lotta al cambiamento climatico.
La consapevolezza che pratiche di riforestazione non sono sufficienti a scongiurare il global warming, ha spinto la messa a punto di questo nuovo modello che consiste nel prevedere una quota annuale (il 4*1000) di sostanza organica da stoccare nel sottosuolo al fine di ridurre la presenza  di CO2 in atmosfera.
Questo progetto, integrato con un’economica circolare agricola, in cui food and energy si compensano, è un primo passo per cambiare il modo di pensare l’agricoltura.
Ancora convinti che sia valido lo stereotipo che lavorare la terra sia cosa per poveri?
Ah! Quasi dimenticavo di augurare a CIB buon decimo compleanno!

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8 marzo 2014

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Sviluppo economico e sociale imbavagliato. Veti incrociati e decisioni amministrative nel limbo. Politicizzazione del fenomeno Nimby. Degenerazione della fisiologica contestazione. Per reagire a questo stato di cose,  con un gruppo di volenterosi abbiamo dato vita ad un movimento culturale, mettendo al centro