Eni, Val d’Agri: accusata di reato per una pratica imposta per legge

5 Aprile 2016

Neppure Ionesco con il suo teatro dell’assurdo avrebbe osato tanto. Invece succede che la pratica di reiniettare nel sottosuolo le acque di scarico dell’impianto petrolifero di Viggiano è prescritta dall’autorizzazione ambientale AIA ma viene sanzionata dalla magistratura. Sicché una delle accuse per le quali sono stati arrestati sei dipendenti del Centro Oli Val d’Agri dell’Eni è una delle specifiche tecniche indicate a pagina 50 delle cento che compongono il documento dell’autorizzazione alle quali l’azienda è tenuta a attenersi pena di incorrere in un reato grave contro l’ambiente.  E la Regione Basilicata nel concedere l’AIA aveva sottoscritto proprio questa modalità.

A questo punto è legittimo chiedersi se la procura di Potenza, per quanto priva del suo magistrato più mediatico John Woodcock, non sia un’ammiratrice di Joseph Heller. L’autore di Catch 22 in cui si narrano le vicende di un gruppo di aviatori statunitensi assegnati ai bombardamenti in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. I regolamenti cui i piloti erano soggetti contenevano il Comma 22 meglio noto come il paradosso del Comma 22. «Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo.» Per la cronaca, la norma sopra riportata non è mai esistita, ma ahinoi, calza alla perfezione la vicenda ben raccontata da Jacopo Giliberto oggi su il Sole 24 Ore

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Sviluppo economico e sociale imbavagliato. Veti incrociati e decisioni amministrative nel limbo. Politicizzazione del fenomeno Nimby. Degenerazione della fisiologica contestazione. Per reagire a questo stato di cose,  con un gruppo di volenterosi abbiamo dato vita ad un movimento culturale, mettendo al centro