I costi del non fare. I tempi del fare.

14 Novembre 2014

Due numeri: 50 miliardi e 3,6 anni. Due cifre non direttamente collegate ma legate dal filo rosso della realizzazione di infrastrutture in Italia. Più precisamente 50 miliardi di euro è l’importo della bolletta pagata virtualmente ogni anno per effetto del blocco di opere considerate strategiche: da viadotti a autostrade digitali, da termovalorizzatori a elettrodotti, da passanti ferroviari a scali aeroportuali, ecc. Sono i costi del non fare, una contabilità spinosa puntualmente compilata dall’Osservatorio Adigi Bocconi il cui conto complessivo schizza a 800miliardi di euro proiettandolo sull’arco dei prossimi 16 anni.

Tre anni e mezzo e più è invece l’allungamento del tempo necessario per concludere i cantieri di grandi opere pubbliche. Ovvero per concludere un’opera dai 100milioni in su ci vogliono almeno 14,6 anni, vale a dire un aumento del 30% rispetto al 2009 quando la media era di 11 anni. Questo come si legge nel rapporto 2014 stilato dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economia il quale rispetto al precedente rapporto 2011, ha raddoppiato il campione analizzato: 35.651 opere per un valore complessivo di 100miliardi di euro. Anche le piccole opere viaggiano più a rilento di qualche hanno fa: il tempo medio per portare a termine un cantiere al di sotto di un milione di euro è cresciuto di 6 mesi (+19%) rispetto a quattro anni prima. Le opere sotto il milione di euro si concludono in media in 3,8 anni mentre tra 5 e 10 milioni se ne impiegano 7,8 e tra 20 e 50 milioni 10,7. A livello di tipologia i tempi più lungi sono per i progetti di trasporto, i più complessi, con una media di 6,8 anni mentre i più rapidi sono gli interventi di edilizia con 3,7 anni e quelli di difesa del suolo con 4 anni.

A influire sui ritardi sono fattori congiunturali legati alle progettazioni iniziali che non rispettano gli standard previsti dalla normativa, alle incertezza sulle disponibilità finanziarie, ai problemi di governance, ma pesano molto anche  i fattori strutturali come i tempi morti del cosiddetto “tempo di attraversamento”. Cioè del tempo necessario per passare da una fase procedurale alla successiva, per esempio dalla fine della progettazione preliminare all’avvio di quella definitiva o dalla progettazione esecutiva all’aggiudicazione della gara. Questi passaggi burocratici incidono in media per il 42% del tempo complessivo per la realizzazione di un’opera pubblica. Ciò conferma l’esistenza di importanti margini per la riduzione dei tempi di attuazione delle opere.

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8 Marzo 2014

Chi siamo e cosa vogliamo

Sviluppo economico e sociale imbavagliato. Veti incrociati e decisioni amministrative nel limbo. Politicizzazione del fenomeno Nimby. Degenerazione della fisiologica contestazione. Per reagire a questo stato di cose,  con un gruppo di volenterosi abbiamo dato vita ad un movimento culturale, mettendo al centro