I rifiuti Made in Italy che pagano le docce agli olandesi

26 Novembre 2015
di Chicco Testa

Esiste una categoria di ambientalisti che io chiamo gli ambientalisti immaginari. Quelli che non fanno mai i conti, ma vivono di gesti simbolici spesso più controproducenti che utili. Un esempio? A Roma e’ stata chiusa la discarica di Malagrotta. Bene, andava chiusa. Solo che nel frattempo nessuno ha lavorato per trovare alternative di alcun genere. Tutti prigionieri di proteste e localismi di vario genere, per i quali discariche e termocombustori sono macchine del diavolo. Risultato. Udite, udite. Ogni giorno lasciano la Capitale 170 camion carichi di rifiuti con destinazione prevalente Nord Italia. Percorso medio 1.400 km andata e ritorno, metà dei quali  completamente vuoti. Fate un calcolo . Moltiplicate 1400 km per 170 camion per 365 giorni all’anno. Fanno 180 milioni di chilometri , vale a dire circa 60 milioni di  litri di carburante bruciati sulle strade italiane. Lascio al buon senso il calcolo di quanti siano gli inquinanti associati. E di quanto costi. Ma Roma non è la sola. Esporta anche Napoli, persino la Calabria e molte altre località. E che cosa fanno con i rifiuti coloro che li ricevono? Valgono le parole di un sindaco olandese “grazie agli italiani ci faremo qualche milione di docce gratis”. Gratis per loro che producono energia con i nostri rifiuti,  non per  noi che pure li paghiamo. Ma l’ambientalismo immaginario e’ contento. Occhio non vede cuore non duole. Anzi gode e se ne vanta.

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Sviluppo economico e sociale imbavagliato. Veti incrociati e decisioni amministrative nel limbo. Politicizzazione del fenomeno Nimby. Degenerazione della fisiologica contestazione. Per reagire a questo stato di cose,  con un gruppo di volenterosi abbiamo dato vita ad un movimento culturale, mettendo al centro