Il meteorologo climato-scettico sospeso dalla tv francese

16 Ottobre 2015

Tu chiamale se vuoi coincidenze, si potrebbe dire parafrasando la canzone di Battisti. Succede che Philip Verdier meteorologo di punta e capo del servizio meteo della televisione francese France Télévisions, riceve il 14 ottobre una lettera di sospensione dal lavoro. Lunedì avrebbe dovuto riprendere servizio a conclusione del giro di presentazioni del suo libro Climat Investigation (Ring editeur) con posizioni piuttosto polemiche sul cambiamento climatico. “Siamo indubbiamente in una fase di riscaldamento e la variabilità ciclica del clima non ci consente allo stato attuale di stabilire se il ritmo naturale porterà tendenzialmente verso un abbassamento, una stagnazione o un innalzamento”. Convinzioni climatoscettiche se non addirittura complottiste. “Siamo ostaggio di uno scandalo planetario, una macchina da guerra impegnata a mantenerci in uno stato di paura (NdR ricordate il precorritore libro di Micheal Crichton State of Fear?). Dietro a questo sistema ci sono scienziati manipolati, politicizzati, corrotti, e persino scandali sessuali; a questo si aggiungono dei politici asserviti alla loro immagine e la loro sete di potere, dei media miopi che si infervorano e censurano sulla base degli ordini dei propri azionisti (…), delle ONG vendute e dei seguaci di religioni in cerca di nuovi credo.”

Evidentemente Verdier ha urtato la suscettibilità di troppi e qualcuno avrà fatto pressione su France Télévision che gli ha intimato di rimanere a casa. “Per un periodo interminato” dice Verdier. L’emittente ha declinato di commentare il provvedimento disciplinare. Secondo in commenti  non ufficiali, Verdier avrebbe violato la regola deontologica in base alla quale non si può sfruttare il proprio status professionale, derivante dal prestigio dell’azienda, per promuovere idee personali. (Come ci insegnano appunto le sparate di Adriano Celentano, Susanna Tamarro, Dacia Maraini, solo per citare alcuni campioni nostrani…). Fatto sta che il libro preso di mira dalla critica, ha anche fatto saltare i nervi all’ex ministro per l’ecologia di Sarkozy, Nathalie Kosciusko-Morizet che in studio in un talkshow di Canal+ ha definito i climato-scettici dei “c..glioni”. Verdier che non è climatologo, difende le conseguenze positive del riscaldamento e snocciola le incertezze scientifiche legate al fenomeno.

L’uscita del libro di Verdier proprio nella patria che ospiterà il COP21, la conferenza a Parigi-LeBourget dove è atteso un accordo mondiale per limitare le conseguenze del riscaldamento globale, è comprensibilmente disturbante. “Ho intralciato il bulldozer del COP21” sostiene Verdier che ora si considera una vittima della libertà d’espressione. E siamo anche nella patria di quel Voltaire famoso per quella fin troppo abusata espressione “Non sono d’accordo con quel che dici ma darei la vita perché tu lo possa dire”. Chissà.

Quel che si può però constatare che, mentre su OGM, vaccini e altri temi divisivi, anche difronte alla quasi unanimità della comunità scientifica, nel dibattito, la singola obiezione di un oscuro ricercatore assume lo stesso peso, nel caso del clima invece, le idee eretiche finiscono sul rogo. Come da peggiore tradizione ecclesiastica oscurantista.

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Un commento su “Il meteorologo climato-scettico sospeso dalla tv francese
  1. Paolo Confalonieri ha detto:

    Mi sembra un po’ esagerato il parlare di “idee eretiche” che “finiscono sul rogo.” Non lo hanno censurato il libro. E come libro puzza di complottismo.
    “Siamo indubbiamente in una fase di riscaldamento e la variabilità ciclica del clima non ci consente allo stato attuale di stabilire se il ritmo naturale porterà tendenzialmente verso un abbassamento, una stagnazione o un innalzamento”.
    E allora! Dovremmo preparare i piumoni forse? perchè magari in futuro ci sarà un cambio di direzione, mentre di anno in anno la temperatura aumenta. è grottesco, per di più la frase termina in un “non si sà”, quando il punto è proprio tentare di prevedere.

    Riguardo allo “stato di paura” ce ne sarebbe da dire, è il fascino dell’apocalisse, ed è un po’ più sottile come argomento che non semplicemente una questione di controllo delle masse, lo è anche, ma mi sembra riduttivo.
    Quindi: Il libro in tutto mi pare una baggianata da amanti della dietrologia e del sospetto grossolani. L’articolo rispecchia tali vizi.

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8 Marzo 2014

Chi siamo e cosa vogliamo

Sviluppo economico e sociale imbavagliato. Veti incrociati e decisioni amministrative nel limbo. Politicizzazione del fenomeno Nimby. Degenerazione della fisiologica contestazione. Per reagire a questo stato di cose,  con un gruppo di volenterosi abbiamo dato vita ad un movimento culturale, mettendo al centro