La Galleria di Base del Brennero, modello di comunicazione di grandi opere da copiare

2 Novembre 2015

E’ il cantiere più grande d’Europa. Un traforo ferroviario lungo 64 km. Un’opera da 8 miliardi di euro che supera i 13 se si considera anche gli accessi a sud di Fortezza fino allo snodo di Verona. Insomma, c’erano tutti i presupposti per replicare nella provincia di Trento l’aggressiva contestazione avvenuta in Val Susa anche per la Galleria di base del Brennero, il tunnel ferroviario che collega Innsbruck a Fortezza, che unisce l’Austria all’Italia.

Invece degli assalti di oppositori facinorosi, ci sono stati ben 10 mila visitatori che hanno raccolto l’invito a venire a vedere con i propri occhi i cantieri di Mules, Wolf e Ahrental. Niente titoloni sulle prime pagine dei giornali nazionali ma molte serate informative con le popolazioni locali.

Un cantiere organizzato nel rispetto delle best practice, così come sono previste misure di compensazione ambientali  per 50 milioni di euro (tipo barriere antirumore per assorbire il rumore delle perforazione della roccia).

Invece del classico braccio di ferro con raccolte firme, fiaccolate, omelie di domenicali nelle parrocchie della zona, si è costituito un Osservatorio. Organo tecnico indipendente dalla BBT SE e da RFI (società che realizzano l’opera) accompagna, controlla e verifica tutte le singole fasi di costruzione. La documentazione è accessibile da qualsiasi cittadino e il report delle attività è pubblicato sul sito. La costituzione dell’Osservatorio, richiesta  dal Comune di Fortezza (punto di arrivo delle gallerie in Italia) è finanziato dalla Provincia Autonoma di Bolzano nell’ambito del VIA per l’autorizzazione della Galleria di base del Brennero. Quest’opera che rientra nel cosiddetto corridoio N.5 (da Helsinki a La Valletta) fa parte degli assi di comunicazione prioritari per l’UE.

L’Osservatorio è composto da quattro membri tra cui figurano rappresentanti della Provincia e in particolare i rappresentanti delle Comunità Comprensoriali del Val d’Isarco e dell’Alta Val d’Isarco. In particolare questi ultimi costituiscono i diretti interlocutori della popolazione facendosi carico delle loro preoccupazioni.

La trasparenza e il metodo partecipativo se non avrà forse guadagnato il 100% del consenso della popolazione locale ma ha efficacemente sgonfiato i sentimenti di paura e di diffidenza, brodo nel quale germoglia e matura la spinta dei comitati del “No a prescindere”, così come trova un favorevole terreno di coltura l’opposizione organizzata anti-sistema, spesso esogena ai  territorio ed estranea ai bisogni delle popolazioni autoctone.

I risultati di questo metodo di comunicazione si vedono. Alla manifestazione No Tav/JKEIN BBT organizzata lo scorso 28 ottobre si è ritrovato uno sparuto drappello di manifestanti, infinitamente meno del numero di geologi e ingegneri che due giorni dopo, hanno affollato  il Forte asburgico di Fortezza per un convegno sullo stato dell’arte del progetto.

Quando nel 2027 quando la galleria di Base del Brennero verrà completata, tutto il traffico merci su rotaie viaggerà in sotterranea, verrà così ridotto notevolmente il problema dell’inquinamento  acustico e di emissioni in atmosfera dell’Alta Val d’Isarco. Qualcuno s’interroga se il trasferimento del trasporto pesante dalla gomma alla rotaia, che comporterebbe un enorme miglioramento della vita in loco, sia poi una reale scelta ambientale considerato i chilometri di roccia da forare. Ma è un’opposizione più al modello economico in senso lato che all’opera stessa.

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2 commenti su “La Galleria di Base del Brennero, modello di comunicazione di grandi opere da copiare
  1. Enzo Boschi ha detto:

    Interessante verifica del fatto che noi cittadini, se opportunamente informati, riusciamo ad affrontare le novità che le tecnologie ci presentano. Il paragone con la NoTav chiarisce ulteriormente l’importanza della comunicazione. Se fatta in maniera realmente trasparente, presentando anche le difficoltà, funziona per l’interesse di tutti. Alcune delle rimostranze dei cittadini possono essere giuste e utili.
    Un esempio di pessima comunicazione è la scelta del sito per il Deposito delle scorie nucleari. Sono ormai sette mesi che viene rimandata la presentazione della mappa dei possibili siti…che cosa si cerca di nascondere? Spendono addirittura 3,2 milioni di € per fare “pubblicità”. Patetici!

  2. paolo ha detto:

    Le grandi opere dovrebbero essere valutate senza preconcetti. forse ci accorgeremmo quanto sono importanti. Lo conferma anche un report di Kpmg http://www.webuildvalue.com/it/infrastrutture/il-futuro-delle-grandi-opere.html

1 Pings/Trackbacks per "La Galleria di Base del Brennero, modello di comunicazione di grandi opere da copiare"
  1. […] Al confine tra Austria ed Italia sono in corso dal 2007 i lavori per un’opera imponente di cui poco si è sentito parlare: si tratta della galleria di base del Brennero, un tunnel ferroviario di 55km tra Innsbruck a Fortezza, che consentirà di diminuire notevolmente la pendenza dell’attuale tracciato (attualmente con punte del 26‰). All’inizio di novembre si è svolto un convegno sullo stato dell’arte del progetto, che riveste un ruolo molto importante in campo ingegneristico e geologico ed è sempre più oggetto di interesse da parte del mondo scientifico. A differenza della TAV in Val di Susa o del Terzo Valico in Liguria, in questo caso non ci sono state particolari opposizioni e proteste: nel 2014, pur riportando le voci contrarie, ne ha spiegato i motivi un’inchiesta de L’Espresso, mentre in tempi più recenti è il blog “Contro l’Italia dei No” che ha sintetizzato perchè il modus operandi adottato in Alto Adige abbia fatto la differenza: […]

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Sviluppo economico e sociale imbavagliato. Veti incrociati e decisioni amministrative nel limbo. Politicizzazione del fenomeno Nimby. Degenerazione della fisiologica contestazione. Per reagire a questo stato di cose,  con un gruppo di volenterosi abbiamo dato vita ad un movimento culturale, mettendo al centro