La sesta estinzione di massa in 12 scenari (plausibili)

12 Aprile 2015

In ossequio alla regola insegnata nelle scuole di giornalismo secondo cui “la gente, in genere, scambia un pessimista per una persona autorevole e un ottimista per una superficiale”, non lasciamoci sfuggire un serissimo studio che solletica la nostra tendenza a prediligere il catastrofismo. (Millenni di sopravvivenza all’attacco della bestia feroce o dell’imboscata del predone hanno allenato il nostro cervello primitivo, l’amigdala, a cogliere prima il pericolo da prevenire che l’opportunità da sfruttare).

Si tratta di un documento sui 12 plausibili rischi di estinzione dell’umanità stilato dalla Global  Challenges Foundation con il contributo dell’università di Oxford. I ricercatori hanno catalogato i dodici scenari suddividendoli in tre categorie: rischi attuali (più numerosi), rischi indipendenti dagli uomini (solo 2) e rischi emergenti. Per ciascuno hanno stimato la probabilità di accadimento entro la fine del secolo. Sembra sfogliare delle scenografie di blockbuster di Hollywood: asteroide, guerra nucleare, bomba batteriologica, esplosione di un super-vulcano. Per esempio, la probabilità di verificarsi entro un secolo di quest’ultima catastrofe è stimata una su 3 milioni. E’ capitato, circa  525 milioni di anni fa, provocando la distruzione del 95% delle specie marine e 70% di quelle terrestri. Più probabile che la vita sulla Terra sia distrutta dall’impatto di un asteroide: 1 caso su 700.000. Ogni 20 milioni di anni sembrerebbe ragionevole aspettarsi che un corpo celeste di almeno 5 km di diametro collida contro il nostro pianeta. Mentre l’incubo di una pandemia, casuale o per effetto di una guerra batteriologica, ha una probabilità più bassa: 1 caso su 1.000.000.

Interessante rilevare che catastrofi correlate alla volontà umana, come l’improvvisa ingovernabilità della biologia sintetica, oppure le nanotecnologie che sfuggono di mano, un cambiamento climatico, registrano probabilità di accadimento del 0,01% , il doppio di quella attribuita a una guerra nucleare (1 su 20.000). Incredibilmente alte (fino a 10%) invece le probabilità dell’assoggettamento della specie umana all’Intelligenza artificiale. Quella pericolosa sottomissione, spesso paventata nei libri di fantascienza tanto da suggerire al grande Isaac Asimov la formulazione delle tre leggi della robotica. Infatti, la prima recita : “Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno”

Impossibile invece attribuire una probabilità a scenari come un collasso del potere (dittatura unica planetaria, controllo orwelliano su scala globale) o un tracollo del sistema economico. Inteso come l’effetto domino derivante dall’ingripparsi di uno o più degli ingranaggi che tengono assieme il nostro modello di sviluppo. Per esempio, il verificarsi di un blackout elettrico continentale provocherebbe la rottura della catena degli approvvigionamenti alimentari determinando l’insorgere di una conflittualità incontrollabile che porterebbe a  un cataclisma finanziario.

Infine la fine del mondo per mano del “cigno nero”. Già. Perché come ricorda l’ultimo libro di Gerd Gigerenzer, fidandoci che la nostra capacità di prevedere il futuro con esattezza sia la migliore di tutti i tempi, tendiamo a scambiare rischio calcolato con certezza. Ma ancor peggio ci comportiamo come il tacchino cibato abbondantemente fino al Thanksgiving che vede ogni giorno che passa crescere le probabilità di vita fino alla vigilia della mattanza del Giorno del Ringraziamento, e confonde incertezza con rischio calcolato. Dunque, per non trovarci completamente indifesi davanti al “fenomeno mai visto prima”, la Global  Challenges Foundation fornisce anche qualche pista su fantasmagoriche circostanze inedite ma non inconcepibili. Per esempio, una sostanza inquinante che rende gli umani sterili. La dipendenza estrema da un universo virtuale al punto che l’umanità si lascia morire di inedia. Qual è il rischio attribuito all’imprevedibile?  0,1% ovvero una possibilità su 1.000. Più di tante attuali psicosi di distruzione di massa.

Non ci rimane che consolarci con il proverbio cinese: “Quello che il bruco chiama morte, per noi è una farfalla”.

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Un commento su “La sesta estinzione di massa in 12 scenari (plausibili)
  1. Enzo Boschi ha detto:

    Quello di immaginare disastri terribili anche se improbabili è un modo per suscitare interesse e ottenere visibilità. Metodo ormai sfruttato eccessivamente. Nei prossimi 100 anni succederanno cose bellissime come sono successe nei 100 trascorsi, malgrado guerre e tragedie di ogni tipo. Come dice Pat è di quello che non sappiamo e che neanche immaginiamo che dovremmo preoccuparci…e impegnarci a capire i nostri punti deboli attuali e pensare a come difenderci adesso….Comunque : bellissimo testo! Da incorniciare: complimenti!

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Sviluppo economico e sociale imbavagliato. Veti incrociati e decisioni amministrative nel limbo. Politicizzazione del fenomeno Nimby. Degenerazione della fisiologica contestazione. Per reagire a questo stato di cose,  con un gruppo di volenterosi abbiamo dato vita ad un movimento culturale, mettendo al centro