No tutto! Come spegnere la luce in fondo al tunnel (della ripresa)

18 Settembre 2014
Mio articolo pubblicato su Corriere del Mezzogiorno oggi

Questa volta ci sono tutte le condizioni perché il caso di Tempa Rossa richiami tutta l’attenzione necessaria. Magari non di chi  dovrebbe rilasciare le necessarie autorizzazioni, ma certamente dei media, noi compresi. Pensate. Una signora inglese che vuole realizzare un villaggio eco- compatibile in Puglia. E dall’ altra parte la burocrazia cattiva che non ascolta e la fa fuggire. Con contorno di olivi e masserie. Praticamente un super concentrato di roba politicamente corretta, pronta per giornali e tv di tutto il mondo. Potremmo quindi sorridere tristemente per un storia di ordinaria follia  e passare oltre. Ma purtroppo c’è’ un filo rosso, perfettamente visibile, che lega questa vicenda a tante altre in cui perdiamo occasioni di crescita economica e di occupazione a causa della stupidità delle nostre norme e della sorda opposizione di ogni sorta di conservatorismo. Nella stessa regione 40 sindaci con il contorno di comitati vari  si oppongono alla realizzazione del punto di approdo di j gasdotto (TAP) che parte da migliaia di chilometri di distanza, dall’Azebarjan,  è attraversa il sud del continente europeo per portare gas e diversificare le fonti di approvvigionamento. No TAP si definiscono e fanno compagnia con quelli che si oppongono alle esplorazioni petrolifere, alle linee elettriche, all’alta velocità, ai termocombustori, alle strade, agli impianti eolici, alle antenne telefoniche, alle centrali idroelettriche e a qualsiasi altra cosa l’ ingegno umano abbia progettato per migliorare la nostra vita. Perché? Il pretesto e’ la tutela dell’ ambiente, che qualcuno pensa immutabile , ma sotto sotto si avverte una sorda sfiducia  che sa di regressione culturale e politica, nei confronti di ogni trasformazione. In Sardegna si riesce ad opporsi persino ad una coltivazione di canne, si’ canne, da cui trarre combustibile per alimentare i motori delle nostre auto. Dicono di essere contrari alla vecchia economia e di battersi per la ” Green economy”, che, nella loro testa, non è la capacità di rendere compatibili economia e ambiente, ma non va oltre l’ apertura di qualche agriturismo con annesso ristorante slow food. Ma è possibile che un paese come l’ Italia possa reggersi su ristoranti e agriturismi? Tutti volgiamo innovazione, ma essa deve attraversare, come avviene in tutto il mondo, tutto il campo delle attività economiche, senza costruire inutili contrapposizioni. Il verde Presidente americano, Obama, e’ per esempio colui che spinge per l’energia verde e contemporaneamente ha reso gli USA indipendenti dal punto di vista energetico consentendo vaste estrazioni di petrolio e di gas.

Rimane da capire una cosa, che veramente non capisco. L’ Italia non cresce e tutti piangono e si  lamentano  ogni  giorno. Ma nessuno vuole gli investimenti che già sono possibili. E, occorre dirlo, più il Paese si trova in difficoltà, al Sud per esempio, più questa opposizione e’ forte e sorda. Fino al paradosso delle regioni del centro sud , Campania , Calabria e Lazio in testa, che esportano i loro rifiuti al Nord di Italia e Europa. Trasferendo con i rifiuti ricchezza e occupazione. Qualcuno è in grado di spiegarmi questo paradosso ?

 

Immagine di Franco Clivio

Taggato con: , , , , , , ,
2 commenti su “No tutto! Come spegnere la luce in fondo al tunnel (della ripresa)
  1. Augusto Brigas ha detto:

    Gli integralismi di ogni tipo rischiano di portare in un “nuovo medioevo” il terzo millennio appena iniziato !

  2. Giovanni ha detto:

    Il Signor Chicco ha perso un’occasione per stare zitto. Infatti il medesimo se ne intende di crescita economica:basta dare uno sguardo al suo curriculum, in particolare ai risultati da lui conseguiti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

8 Marzo 2014

Chi siamo e cosa vogliamo

Sviluppo economico e sociale imbavagliato. Veti incrociati e decisioni amministrative nel limbo. Politicizzazione del fenomeno Nimby. Degenerazione della fisiologica contestazione. Per reagire a questo stato di cose,  con un gruppo di volenterosi abbiamo dato vita ad un movimento culturale, mettendo al centro