Processo terremoto dell’Aquila, Cassazione: assolta la Scienza

19 Novembre 2015

La conferma della Cassazione dell’assoluzione del geofisico Enzo Boschi, allora presidente dell’INGV,  e del sismologo Guido Selvaggi, dall’accusa di omicidio colposo chiude il lungo ciclo di un processo il quale, spaccando l’opinione pubblica e mobilitando la comunità scientifica internazionale, ha anche favorito il fiorire di semplificazioni mediatiche fuorvianti. Invece, si è letto poco o affatto, in questi 5 anni, di edilizia a norma e di prevenzione. Le sciagure naturali ci sono e ci saranno sempre; ad ammazzare non è il terremoto, l’inondazione o lo smottamento, ma  l’incuria, il mancato rispetto delle regole antisismiche, i condoni, ecc. Non è una sentenza di assoluzione o colpevolezza che metterà le case degli italiani in sicurezza, ma il rispetto delle regole. 

In una nazione dove anche in presenza di un sentenza firmata dal massimo giudice, più del giudizio conta il pregiudizio propalato senza neppure aver letto le motivazioni della sentenza, ci pare doveroso per rinfrescare la memoria, riportare la lettera che Enzo Boschi indirizzò il 27/10/2013 a Ezio Mauro direttore della Repubblica e mai pubblicata dal quotidiano.

Caro Direttore,
Su la Repubblica di  domenica 22 settembre  in un lunghissimo articolo Marco  Paolini ha associato la tragedia del Vajont a  quella del terremoto de L’Aquila interrogandosi  sulla responsabilità’ della Scienza. Ritenendo  anche di poter esprimere giudizi poco lusinghieri su coloro che sono stati condannati al processo de L’Aquila da lui definiti  alla stregua di massoni che si considerano al di sopra della legge.  So che Paolini e’ un attore e un autore teatrale stimato.  Il suo scopo e’ quello di stimolare  “passione e indignazione” in chi lo segue. Non può  certo porsi  il problema di vedere se esistono spiegazioni diverse dalle sue  per gli  eventi che narra perché il  dubbio non “paga” in termini di spettacolo.
Guardiamo ai fatti.  In un bel luogo di montagna,  più o meno lo stesso per migliaia  di anni,  si  decise di costruire una grande diga  per fornire energia e creare ricchezza.  Si fecero le indagini necessarie ,  il progetto, la costruzione, i collaudi…Bastava che quel luogo rimanesse  incontaminato per evitare la  tragedia.  Andiamo in Abruzzo: la Regione  a maggior pericolosità sismica in Europa.  Qui, nei secoli passati,  ci sono sempre stati terremoti anche molto più distruttivi  di quello del 2009 e sempre ci saranno nei secoli a  venire  indipendentemente dalla nostra volontà.
Ci si può difendere dai terremoti costruendo o rinforzando adeguatamente  gli edifici in cui viviamo e lavoriamo. Ma questa soluzione da noi  non e’ stata mai perseguita: unico Paese sviluppato dove si può morire anche per terremoti di magnitudo 6!
Costruendo si crea ricchezza e, peggio si costruisce,  più ricchezza si crea. Più terremoti ci sono più case sono da ricostruire e  più soldi da guadagnare.  Il denaro circola, le imprese  lavorano, i politici si atteggiano a benefattori… Chi di dovere non fa rispettare le leggi del buon costruire perché le  leggi sono seccature che alzano i costi e fanno diminuire i guadagni.  E poi richiederebbero  competenze, ahimè, poco diffuse.
Poi arriva il terremoto e, mentre alcuni ridono pensando a nuovi guadagni, tutto si scompiglia e bisogna trovare dei responsabili. Chi meglio di qualche sismologo? I sismologi non contano niente e non li difendono neanche  i giornali più progressisti!
Sono stato condannato  per “negligenza, imprudenza e imperizia, valutazione approssimativa e generica della portata dell’evento…” Paolini con supponenza ironizza “sulla misura della mia  capacita’ di comprendere la questione” quando affermai: “Non ho ancora capito per cosa sono stato condannato”. Non so se Paolini si riferisce  proprio a me, ma io quella frase l’ho detta e la ripeto: Non so perché sono stato condannato perché non ho commesso alcun reato! E scrivo  un articolo lungo come quello di Paolini per dimostrarlo nella speranza che qualcuno lo legga.
Non mi  si può accusare di negligenza: i dati che ho presentato  a L’Aquila, frutto del lavoro di centinaia di Ricercatori,  rappresentano il massimo livello possibile delle conoscenze della moderna Sismologia. Non mi si può accusare di imperizia anche perché, nessuno di coloro che hanno partecipato al Processo aveva le competenze per giudicare la mia preparazione professionale. E, in verità, nessuno l’ha fatto. L’accusa di  “valutazione approssimativa”  e’ semplicemente ridicola.
Dalla  lettura delle 946 pagine della sentenza  si evince  che in realtà sono stato condannato  per  non aver ben comunicato il rischio cui erano sottoposti gli abitanti de L’Aquila.  Gli  Aquilani, quando avvertivano una scossa sismica, avevano l’abitudine di uscire di casa. Il 6 Aprile 2009 un certo numero  non l’avrebbe  fatto proprio quella  notte  perché  rassicurati, secondo le testimonianze dei parenti,  dalla Commissione Grandi Rischi (CGR) riunitasi a L’Aquila una settimana prima. Rassicurazioni  giunte attraverso i  normali mezzi di comunicazione:  sopratutto  radio e televisione. E’ assodato che non ho parlato con nessun mezzo d’informazione della sismicità aquilana nei mesi e nei giorni  precedenti la scossa.
La  CGR  nella riunione del 31 marzo non prese alcuna  decisione. Dopo la riunione  ci fu una conferenza stampa. Non ne fui informato, non vi  fui invitato e  non vi partecipai. Non e’ dato sapere cosa  vi fu detto perché non  esiste una registrazione dell’evento.  Esistono solo immagini senza audio. All’interno della CGR esisteva una gerarchia ben precisa:  non la convocavo io, non ne scrivevo l’ordine del giorno, non ne stilavo  il verbale. Non ne determinavo la durata e, sopratutto, in base alla Convenzione INGV-DPC non mi era consentito indire conferenze stampa.  Ne ero membro in quanto Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
Non  esiste assolutamente alcun nesso fra la scelta  degli Aquilani  che  quella notte non abbandonarono  le abitazioni  e quanto discusso durante la riunione della  CGR una settimana prima. Ma per arrivare alla sentenza storica,  che “avrebbe fatto giurisprudenza” e  di cui si e’ cominciato a favoleggiare ben  prima dell’inizio del processo, si e’passati  sopra anche a  questioni di buonsenso.
La  Convenzione  ufficiale tra l’INGV  e la PC  prevedeva che esclusivamente a quest’ultima spettasse  ogni tipo di  comunicazione del rischio.  Ed e’ giusto  che sia così:   la PC e’  un organo della Presidenza del Consiglio dei Ministri,  il  potere esecutivo più elevato.
La  comunicazione in emergenza non consiste nel fare divulgazione scientifica ma nel dare indicazioni e prendere decisioni  che servano a mitigare il  rischio. Indicazioni e decisioni che possono partire solo da chi ne  ha il potere politicamente riconosciuto, come insegnano le disposizioni diffuse già ai tempi di Zamberletti.
La “prova” usata  dal Pubblico Ministero (PM) e’ il verbale della riunione della CGR.  Elaborato dal Capo dell’Ufficio Rischio  Sismico della PC sulla base degli  appunti presi a mano, senza alcun  supporto elettronico, da una funzionaria  della PC stessa. Vidi il verbale nel pomeriggio del giorno del terremoto e lo firmai  come atto dovuto.  Gli Aquilani hanno potuto leggerlo solo alcuni giorni dopo, su la Repubblica. Non poté certo influenzare  il loro comportamento  durante la notte del terremoto.
Il contenuto del verbale firmato e’ sostanzialmente corretto nel senso che accenna a tutti gli argomenti trattati.  Dopo aver ricordato le caratteristiche della sequenza in atto e  che l’Abruzzo  e’ fra le zone  a maggior pericolosità sismica in Italia  si risponde  a un quesito posto dal Presidente della CGR  sulla prevedibilità dei terremoti. Quesito che, molto tempo  dopo, capirò essere il solo ed unico  scopo della riunione.  Affermo, e solo di questo parlo,  che i terremoti non sono prevedibili  spiegandone il  perché al Sindaco, all’Assessore e alle altre personalità presenti. Spiego la difficoltà  di capire la meccanica della sorgente sismica, quindi la difficoltà’ di arrivare alla previsione. La Sismologia e’ una scienza di osservazione: non può fare esperimenti, deve attendere gli eventi.  Scosse forti  su una stessa faglia sono (fortunatamente) rarissime: possono passare anche migliaia di anni fra un terremoto  forte e un altro. Sulla stessa faglia, non nella stessa  regione  come ha  voluto intendere  il PM. E’ evidente che se si amplia  la zona  che si esamina si  troverà un maggior numero di faglie e quindi  un  maggior numero  di  scosse e quindi periodi di ritorno molto  più brevi per l’intera zona in questione: se consideriamo l’intero territorio nazionale  abbiamo  un evento importante ogni 4 o 5 anni.  Questo per dire che il ripetersi del temuto terremoto del 1703 appariva poco probabile non solo perché riguarda una struttura geologica diversa da quelle dove si stava sviluppando lo sciame ma anche perché troppo recente. La stessa affermazione vale per la terribile scossa del 1915. Affermazioni ineccepibili e verificatesi corrette.  Ma  PM e Giudice interpretano le mie spiegazioni come rassicuranti!  Addirittura sembrerebbe, secondo il PM, che avrei escluso la possibilità di un terremoto  pur affermando di non saper prevedere i terremoti. Ma che scopo avrei  ad  affermare che una zona, che per tutta la mia carriera professionale ho definito altamente pericolosa,  non presenta alcun rischio? Mi si e’ risposto “per compiacere il potere politico”. Ma un terremoto non e’ come uno scandalo finanziario che può essere tenuto nascosto per compiacere qualcuno. Non c’è niente di più drammaticamente evidente, specialmente in Italia,  di una scossa sismica. Se pur di  essere “compiacente” avessi negato  la possibilità di una forte scossa in una zona altamente sismica,  non di negligenza o imperizia  mi si dovrebbe accusare ma di incapacità di intendere e volere!
All’inizio della riunione della CGR  fu fatto l’elenco dei partecipanti: circolo’  un foglio che tutti firmammo . Al processo questo foglio comparve  cucito ad una versione del verbale ben  diversa da quello ufficiale, versione  che il Giudice  ha utilizzato  nella sua sentenza. Non ho ancora capito quante versioni del verbale esistano: io ne ho firmata una sola.
Per  dimostrare la mia colpevolezza il PM si e’ servito anche  di  un mio lavoro, pubblicato nel 1995 su una  prestigiosa rivista di Sismologia,  stravolgendone completamente il significato.  Ha di fatto  processato  i metodi della Ricerca. Rivendico la  validità del metodo scientifico  e sono pronto a sostenere  le  mie affermazioni  fino a subirne  anche pesanti  conseguenze, come di fatto  già mi sta accadendo. Intendo  difendere  un principio per  me  e per qualunque Scienziato non  negoziabile: quello della assoluta indipendenza della Ricerca,  sopratutto dalla Magistratura!
Preciso  una volta per tutte  che il paragone con il Processo a Galileo non viene certo da me.  E’ di origine esclusivamente  giornalistica. Credo che per la prima volta sia stato fatto  dal New York Times  per irridere noi italiani.
Il  lavoro del 1995 “incriminato” dal PM evidenzia l’importanza nelle trattazioni statistiche del cosiddetto “clustering” temporale:  un certo numero di forti terremoti  in un breve, in senso geologico, intervallo di tempo.  Il lavoro si conclude avvertendo che l’elevata probabilità che emerge  per l’Aquilano e’ da considerare non significativa  perché basata solo su tre eventi verificatisi tra il ‘600 e il ‘700  che  non possono essere utilizzati per  descrivere quello che  succederà  nei secoli successivi. Si tratta  di  considerazioni  specialistiche fatte per valutare i  limiti di  statistiche ampiamente dibattute nel mondo accademico ma  di nessuna rilevanza per le attività di PC.
Nel 2003 e’ stata pubblicata  sulla Gazzetta Ufficiale  la Mappa Sismica che  contiene  tutte le  indicazioni per conseguire un adeguato  livello di sicurezza.  Gia’ nel 1998 la Comunità scientifica aveva proposto la riclassificazione di tutto il territorio nazionale non ottenendo alcuna attenzione  da parte  delle  Autorità  dell’epoca.
Le interpretazioni  date dal PM di risultati scientifici  per sostenere  le sue tesi  costituiscono un precedente grave non solo per la Sismologia ma per molte altre  discipline.  La Scienza e’ in continua evoluzione: risultati, validi nel passato,  possono venir considerati del tutto obsoleti   alla luce di nuove evidenze.  Ma  gli autori di quei risultati non possono certo essere perseguiti dalla Legge. La Ricerca progredisce  anche con tentativi che si rivelano, con il procedere delle conoscenze,  inappropriati. Sopratutto la Scienza non e’ onnipotente!  Quando nel 1995 scrissi  in lingua inglese il lavoro “incriminato” mi rivolgevo ai  colleghi di tutto il mondo  affinché lo potessero eventualmente valutare come deve avvenire nella moderna Ricerca Scientifica se non si vuol tornare all'”ipse dixit” pre-galileiano.
Il PM mi  ha interrogato due volte chiedendomi alcune  spiegazioni ma senza contestarmi niente. Non ho così espresso  le mie ragioni.  Ho interpretato erroneamente questo suo comportamento tanto da rinunciare ingenuamente a tutti i miei testimoni,  convinto  di essere assolto e di esserlo, così facendo, più rapidamente.
Il Sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, durante il Processo ha testimoniato  che era rimasto talmente impressionato dalle mie dichiarazioni sul rischio sismico della sua città , fatte da me durante la riunione della CGR , che decise  di chiudere alcune scuole e di chiedere lo stato di emergenza. Questa testimonianza  e’ stata ignorata. O Cialente  ha commesso falsa testimonianza o io non ho tranquillizzato. Non vi e’ una terza possibilità.  Non  ho tranquillizzato durante la riunione,  prima della riunione e  dopo la riunione.
Come già detto,  nel  2003  fu  pubblicato sulla  Gazzetta Ufficiale  un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in cui venne  ufficializzata la Mappa Sismica  prodotta principalmente dall’INGV di cui ero Presidente. Si vede chiaramente che l’Abruzzo e’ la zona a massima pericolosità.  Scopo  della pubblicazione sulla Gazzetta e’  informare gli Amministratori delle azioni da intraprendere per ridurre  il rischio nelle Regioni, Province e Comuni di loro  competenza. Agli Amministratori era stata precedentemente  fornita dalla PC una  pubblicazione in tre volumi  con la lista degli edifici pubblici  a rischio , Comune per Comune, di tutte le Regioni più sismiche, Abruzzo compreso.
Con la pubblicazione ufficiale  della Mappa si giunge al massimo contributo  che  la Sismologia  può  fornire alla Società per la  difesa dai terremoti. Essa e altre mappe molto dettagliate, ove appare  la  pericolosità de L’Aquila, vennero mostrate durante la riunione della CGR  ma poi non furono annesse al verbale della riunione. Durante il nostro primo incontro furono mostrate  al PM che le ha ignorate come ha ignorato la testimonianza di  Cialente. Queste fatto  insieme al tentativo di utilizzare un mio lavoro scientifico per arrivare ad un verdetto di colpevolezza  dimostrano, a mio avviso,  l’insostenibilità  dell’accusa. In ogni caso  le chiarissime Mappe di Pericolosità mostrate rendono ingiusta  l’accusa  di “valutazione approssimativa” della sismicità aquilana.
Quella che gli Aquilani hanno sentito come rassicurazione  e’ riconducibile ad una dichiarazione del ViceCapo della PC  fatta prima della riunione della CGR  a una TV, della  quale io ho avuto notizia solo con il processo . Vi si afferma  che tanti piccoli terremoti impediscono il verificarsi di scosse più forti e che quindi la sequenza in atto non doveva destare preoccupazioni.   Cosa chiaramente priva di senso  visto che in  Italia abbiamo ogni anno  migliaia e migliaia di piccole scosse e quindi, se fosse vera, non avremmo mai dovuto avere  scosse  forti nel passato. Ebbene il PM ha stabilito che questa affermazione fatta indubitabilmente  PRIMA  della riunione della CGR  fu una  conseguenza di quanto dichiarato  DOPO, durante la riunione  stessa.  Questo argomento, ormai noto come “lo scarico di energia” non e’ stato discusso durante la riunione.
Il PM e il Giudice hanno insistito nel dire che sono convinti  che i terremoti non si possono prevedere e che   NON  sono stato condannato per una “mancata previsione”. E allora, per quale ragione sono stato condannato?  Non  mi  si può imputare la pessima qualità delle costruzioni: non le ho certo progettate e costruite io!  Non mi si può imputare il mancato controllo del rispetto delle leggi  antisismiche: compito che spetta a ben altra Autorità. Non mi si può imputare la  mancanza di un’efficace organizzazione per la gestione di situazioni  di emergenza: compito  delle strutture di PC  locali. Non mi si può imputare  un’ errata comunicazione del rischio: compito della PC  come già ricordato. Non mi si può imputare di aver diffuso informazioni sbagliate o imprudenti perché ne sarebbe rimasta traccia….Mi domando: che cosa avrei dovuto fare per non incorrere nella severità della Giustizia? A questa domanda ho trovato soltanto  una risposta ragionevole: avrei dovuto lanciare allarmi cioè  prevedere il terremoto!
Posso quindi concludere che  sono  stato condannato per la”mancata previsione”  del terremoto de L’Aquila del 2009, malgrado Giudice e PM concordino  nel dichiarare che i terremoti non si possono prevedere!
Mi piacerebbe leggere insieme a Paolini le 946 pagine della sentenza.  Penso che maturerebbe qualche dubbio sulla mia “negligenza, imprudenza, imperizia…” o meglio sul fatto che siano state dimostrate dal PM.  Mi permetto di suggerire di leggerne almeno una decina di pagine: 571-580. Quelle dove il Giudice stabilisce “in maniera scientifica” il NESSO fra quello che fu detto durante la CGR del 31 marzo e il comportamento di alcuni Aquilani nella notte del 6 aprile.
Ha notato Paolini  che i costruttori  ricevono  sempre condanne miti? Condanne che possono poi  essere di fatto azzerate?  Ha notato, Paolini,  che sono gli edifici mal costruiti che uccidono come  uccidono le dighe fatte nel posto sbagliato? E chi si arricchisce, secondo Paolini, con la costruzione di edifici  e di dighe?
A uccidere non sono i terremoti, fenomeni del tutto naturali e  caratteristica fondamentale del Pianeta in cui viviamo. Fondamentale perché se non ci fossero non ci sarebbero neanche i vulcani, non ci sarebbe l’atmosfera, non ci sarebbe l’acqua…non ci sarebbe la Vita.  Non  c’era niente di naturale nella diga del Vajont!
Ritorno sull’accusa  di negligenza: alla riunione portai con me Giulio Selvaggi che considero il miglior esperto della sismicità italiana in particolare di quella centro-meridionale. Lo portai per esser sicuro di rispondere al meglio ad ogni possibile domanda. Non fu fatta alcuna domanda e  nessuna risposta venne data.  Tuttavia anche Selvaggi, benché non abbia nulla a che veder con la CGR e non abbia firmato il verbale,  e’ stato condannato!  E’ giustizia questa?
Un’ ultima cosa: Paolini fa riferimento in maniera vaga e  allusiva  a “prestigiosi incarichi di consulenza” e di “abuso di ruoli per vendere…”.  Per il mio impegno nella CGR, durato 29 anni,  non ho ricevuto neanche un rimborso spese e non ne ho mai approfittato per vendere alcunché! E questo Paolini potrebbe facilmente verificarlo e dovrebbe farlo.

Enzo Boschi, Geofisico.

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8 Marzo 2014

Chi siamo e cosa vogliamo

Sviluppo economico e sociale imbavagliato. Veti incrociati e decisioni amministrative nel limbo. Politicizzazione del fenomeno Nimby. Degenerazione della fisiologica contestazione. Per reagire a questo stato di cose,  con un gruppo di volenterosi abbiamo dato vita ad un movimento culturale, mettendo al centro